Più leggera e potente
La sigla GTA (Gran Turismo Alleggerita) delle Alfa da corsa di un tempo riappare sul prototipo della MiTo ad alte prestazioni. Il peso di questa due posti, resa aggresiva dalle "minigonne" tra i larghi passaruota, dalle ampie prese d'aria anteriore e dall'estrattore posteriore, è stato ridotto utilizzando la fibra di carbonio per portellone, tetto e retrovisori esterni; invece, le sospensioni, i freni e parte dell'ossattura sono in alluminio.
Conserva tutto il suo "DNA"
Il motore è il nuovo quattro cilindri "1750" sovralimentato in versione da 240 cavalli con cambio manuale a sei marce. L'assetto è ribassato di 20 milimetri e gli ammortizzatori attivi si controllano attraverso il dispositivo DNA (che modifica anche la risposta di sterzo, motore e controllo di stabilità).
La plancia è rivestita in materiale tipo velluto, per evitare riflessi. Sportivo il volante, tagliato in basso. Nel paraurti, che contribuisce all'aspetto aggressivo del forntale, si pare una grossa "bocca" per far respirare meglio il motore. Le feritoie sopra i passaruota servono come sfoghi dell'aria calda, mentre una piccola ala aerodinamica sul cofano ripara i tergicristallo.
L'estrattore posteriore dell'aria, con al centro i due voluminosi tubi di scarico, serve per aumentare la stabilità. I cerchi di 19 pollici tengono "freschi" i freni.
Fiat Multiair
L'innovativo sistema idraulico dell'alzata delle valvole di aspirazione varia la quantità d'aria immessa nei cilindri senza bisogno della farfalla. Si evita cosi lo strozzamento dei condotti di aspirazione, con due grossi vantaggi rispetto ai motori tradizionali di pari cilindrata: più cavalli e minori consumi. il sistema debutterà a fine 2009 sul 1.4 turbo dell'Alfa Romeo MiTo; poi, toccherà al nuovo bicilindrico di 0,9 litri.